FOTTUTA DAL PILOTA MACHO
Pubblicato il 27.05.2018 e tradotto il 14.07.2026 Conto · Hetero di Mila 8 min di letturaDopo aver provato l’università non mi andava più e decisi di tentare con qualcos’altro, il corso da hostess, all’Aeroclube di São Paulo; adoro stare in quell’ambiente, mi è sempre piaciuto e l’ho sempre trovato stupendo, divise e uniformi di qua e di là, e un sacco di gente molto affascinante.
Un giorno andai a informarmi sul corso e, arrivata lì, hummm... che goduria di uomo... un gran pezzo di figo mi fece vedere la scuola, era un pilota, moro, capelli lisci, non cortissimi ma neanche lunghi, alto più o meno 1,70, sopracciglia folte e occhi nerissimi, pelle molto scura, sui 25 anni, ricordava un po’ un indio, tutto tosto e, soprattutto... l’uniforme. Quando arrivò e si presentò come pilota e istruttore della scuola quasi non riuscii nemmeno a rispondere, ero letteralmente a sbavare per quella delizia, ma con grande fatica mi uscì un...
- Ciao, molto piacere, sono Cacá e voglio conoscere la scuola e sapere del corso
E lui, tutto simpatico, mi portò a visitare la scuola, parlando... parlando... parlando... e io non riuscivo a prestare attenzione a niente, guardavo il suo culo quando si girava di spalle e mi immaginavo a scoparmelo dentro uno di quegli aerei che c’erano lì. Ma poi cominciai a pensare: cavolo, io sono sposata, lui ha la fede alla mano sinistra, deve essere sposato anche lui, e io qui ad aspettare cosa, di andarmene senza almeno dargli una toccatina al cazzo... solo se sto diventando matta per rifiutare una bomba del genere, e dubito che lui resista, e continuammo a camminare per la scuola. Mi mostrò perfino un modello di aereo che avevano, aprì la porta e mi disse di guardare dentro; già per provocarlo misi il piede sul sostegno, salii e mi misi a quattro zampe sull’ala dell’aereo e mi abbassai pure per guardare bene, no? rsrsrs, notai che guardò il mio sederino e rimase impacciato, si passò la mano sulla testa come se fosse preoccupato di non tradire la moglie. Mi alzai e lo elogiai dicendo che mi piacevano moltissimo gli aerei. Poi andando dall’altra parte si fermò vicino a una porta
- Qui c’è l’aula del corso hostess
E io, già con cattive intenzioni, chiesi di entrare a vedere; lui aprì la porta e io andai dietro fingendomi distratta e gli sbattei contro la schiena, ma andai secca per afferrargli il cazzo, non lo presi ma riuscii a passargli la mano sopra
- Ah scusa, stavo guardando dall’altra parte e non ho visto che ti eri fermato davanti a me
Ma lui capì cosa volevo davvero fare
- Non fa niente, per fortuna è stata una donna altrimenti sarebbe stato un po’ imbarazzante
E scherzai ancora:
- Eh, soprattutto perché sei sposato, no? Se qualcuno ci vedesse farebbe una brutta impressione rsrsrs
- Già... sono sposato ma non sono di ferro, con tutto il rispetto, quella spintarella che mi hai dato, appoggiando la mano qui sotto... mi hai eccitato rsrsrsr
Risi un po’ imbarazzata e pensando “sta funzionando”... ma risposi con gran faccia tosta, visto che era stato lui a tirare fuori l’argomento:
- Meno male che hai notato la mia mano, almeno non ho perso il mio tempo a darti la spintarella rs
- Ah, quindi era apposta???
- Certo che sì, o credi che sia scema da lasciarmi scappare un’occasione del genere?
- Allora approfitta, la dimostrazione è solo oggi..
Chiuse la porta a chiave; fuori dall’orario di lezione non gira nessuno, solo i dipendenti della scuola, ma siccome lì è molto grande le probabilità che qualcuno volesse entrare in aula erano minime, soprattutto con la porta chiusa a chiave, perché le chiavi ce le aveva lui. Continuammo a strusciarci così, sentivo il suo cazzo duro contro la mia gamba, allora impazzii, gli presi il colletto della camicia, gli leccavo il collo, lo baciavo e gli succhiavo la lingua, facevo girare la mia lingua nella sua bocca fino all’esterno, gli leccavo tutta la faccia, mi gettò contro la porta bloccandomi le braccia, mi annusava, mi stringeva i seni, mi mordeva, annusava la mia passerina sopra i pantaloni:
- La tua figa si sente da lontano, quando mi hai salutato ho già sentito il profumo buono che ha e mi sono acceso subito
- Hummm, che porco che sei, uau... così mi fai bagnare, a sentirti dire queste cose. Hai quella faccia da santarellino, porti quell’anello al dito per cosa? Se l’intenzione è tenere lontane le donne, con me non funziona, adoro i gran fighi sposati come te
- Ah sì, puttanella mia? Ti faccio vedere io il porco
Mi tirò il bottone dei pantaloni con tanta forza che la zip si spaccò e il bottone finì per terra nella sala, sotto le sedie
- Puoi pure restare bagnata, resta così che ti sistemo qui stesso
Gli presi il cazzo
- Io voglio questo qui, voglio la rola, una bella bastonata di cazzo in faccia
- Te la do io, troia...
Non aspettai nemmeno, slacciai la sua cintura, abbassai i pantaloni fino ai piedi, lasciandogli solo le mutande; gli leccavo il cazzo sopra le mutande e lui mi teneva la testa
- Ah... continua che è troppo bello
- Bello diventerà adesso, delizia
Gli tirai fuori il cazzo dalla gamba delle mutande, ohhhhh che cazzo più buono e perfetto, grosso come un tronco, con la cappella come piace a me e tutto appiccicoso, sembrava una fragola tanto era rosso, me lo infilai subito in bocca, lui sospirò perfino, sentivo gli spasmi di lui, mi premeva la testa contro il suo cazzo tirandomi i capelli
- Adesso tocca a me, succhiami la passerina un po’, succhia, hai detto che profuma come piace a te, approfitta e lecca tutto il miele
Mi tirò la mutandina di lato e leccava il mio inguine, poi salì, succhiò il mio clitoride che gli tirai pure i capelli rsrsrs, e continuò a succhiare
- Sì, succhia bene... succhia per bene così esce il miele nella tua boccuccia
Si alzò di colpo
- Mi farai sporcare il cazzo di miele
E posizionò quel tronco sulla mia fica strettissima e mi penetrò senza fermarsi, lo infilò tutto in una volta e mi uscì perfino un gridolino, fece un po’ male, ma poi cominciò a scivolare tutto bello bagnato, aiii come entrava e usciva liscio...
- Ti piace, troiettina?
Facevo fatica persino a rispondere con quel maschio che mi sfondava
- Aaaaai... che goduria, spingi di più, inculami forte, puoi sfondarmi, entra bello, entra... entra...
Gli davo schiaffi in faccia e lui gemeva
- Picchiami di più, puttana, picchiami che mi eccito ancora di più, maltrattami che sono tuo
- Hummmm... bene a sapersi, adesso sei mio, ho un pilota tutto per me...
Quando alzai lo sguardo e lo vidi gemere con gli occhietti chiusi non ressi, la goduta mi stava già avvisando che era vicina e dissi che stavo per venire
- Allora vieni sul mio cazzo, cagna, vieni...
- Aiiiiii sto venendo...
La mia fica pulsava e stringeva il suo cazzo; in realtà il suo cazzo era così grosso che la mia fica non aveva nemmeno abbastanza spazio per pulsare, e questo mi faceva impazzire ancora di più
- Mamma mia, che goduta bella che hai fatto, troia, mi hai inzuppato tutto il cazzo, adesso tocca a me bagnarti
Mi ordinò di mettermi a quattro zampe appoggiata a una sedia e cominciò a martellare, e come martellava forte, sentivo le sue palle battere contro il mio culo; per fortuna non mi chiese nemmeno di scoparmi il culo, altrimenti mi avrebbe sfondato rsrsr, ma se me lo avesse chiesto non avrei rifiutato rsrs. Dava spinte sempre più forti e veloci, e finalmente...
- ah, sto per venire...
Tirò fuori il cazzo dalla mia fica e lo lasciò sopra il mio culo, mettendo le mani sui fianchi, proprio in posa da macho; sentivo la sua rola pulsare sul mio culo e schizzare sperma sulla mia schiena e nei capelli, sperma caldo che sapeva di maschio, mi diede uno schiaffo sul culo e leccò la mia fica mentre ero ancora a quattro zampe. Si vestì. Io salii sulla scrivania dell’istruttore, rimasi accovacciata di fronte a lui, aprii bene le gambe e pisciai davanti a tutta la sala; lui non credeva che stessi facendo quella cosa
- Sei pazza, poi mi chiederanno cosa è successo qui
- È semplice, basta dire che non lo sai kkkkkk
Leccai le dita e il tavolo pieno di pipì, strofinai la fica bagnata sui suoi pantaloni neri kkkk, rimasero tutti sbiancati di sperma, mi vestii, ci demmo l’ultimo bacio e uscimmo; ad agosto di quest’anno comincio il corso rsrsrsrs... non vedo l’ora rsrsrr