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La Medica Sposata

Pubblicato il 13.07.2015 e tradotto il 14.07.2026 Conto · Hetero di Sr Cafajeste 25 min di lettura 1 lettura
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Ciao amici lettori, eccomi di nuovo qui dopo quasi un anno senza scrivere. Per chi non ha ancora letto i miei racconti, e purtroppo non li leggerà, perché tutti i miei testi sono stati cancellati, io sono Nick, o come alcuni lettori mi conoscono, Sr Cafajeste. Piacere, farò qui una breve descrizione di me: beh, sono moro mulatto, 27 anni, 1,75 di altezza, 70 kg, figo, bello rsrs, capelli neri lisci, piede 42, occhi castani, bocca carnosa e un cazzo normale di 17 cm, grosso e delizioso. Sono sposato da 5 anni; chi ha letto i miei racconti sa bene che mi piaceva un po’ rsrs, ma purtroppo alcuni imprevisti di lavoro, famiglia, figli rsrs, e allora sono andato a fare, o a cercare di fare, l’uomo perbene, corretto, ho provato gente, giuro, ma quando la carne è debole, non c’è niente da fare. Per concludere la mia descrizione, lavoro come guardia in un condominio a São Paulo, in centro, vicino allo stadio Pacaembu, dove ovviamente ho molto a che fare con le donne, tutti i tipi di donne rsrs, single, fidanzate, sposate bisognose, vedove, e siccome sono sposato, sistemato, innamorato di mia moglie, non sono quel tipo di uomo sfacciato che ci prova con qualsiasi donna gli capiti davanti, sono tranquillo, ma quando mi si presenta una tentazione davanti, l’innocente diventa Cafajeste, e quella faccina ingenua si trasforma in una faccia da porco, sguardo penetrante.

Dove lavoro ci sono scuole, università, ospedali, tutto vicino, quindi vedo ogni giorno molte donne, professoresse, mediche, infermiere, studentesse, madri di studenti; siccome la strada è stretta e non c’è la zona blu, molte persone lasciano l’auto qui, e quasi sempre sono sempre le stesse persone, tanto che finisco per fare amicizia con alcune per la frequenza con cui parcheggiano qui. Ogni tanto compare una persona diversa, uno studente nuovo, una nuova dottoressa, o anche un paziente, ma siccome la strada è piccola, la richiesta di posti è grande, quindi molti arrivano persino in anticipo per lasciare l’auto qui, a volte tengo persino un posto libero su richiesta di qualcuno o anche per qualcuno del condominio.

Un giorno, un residente del condominio mi chiese di tenere libero un posto per lui perché sarebbe arrivato un prestatore di servizi che la mattina avrebbe lavorato nel suo appartamento per una settimana, quindi ogni giorno lasciavo un posto separato per quel tipo per una settimana al mattino, lui stava dalle 7 alle 13, che è lo stesso orario in cui cambia il turno in ospedale, quando anche alcune professoresse e studenti se ne vanno.

Il venerdì, ultimo giorno in cui il prestatore di servizi ha parcheggiato l’auto qui davanti, è andato via un po’ prima, verso le 11, e la strada era piena di auto e senza posti; visto che si era liberato quel posto, l’ho lasciato libero per chiunque potesse parcheggiare. Non ci volle molto e un’auto bianca, vetri scuri, si fermò accanto al posto, ma non parcheggiò; da uomo di sicurezza rimasi attento, non si sa mai cosa può succedere, finché il vetro si abbassa e dentro l’auto c’è una bellissima mora, capelli lisci, occhi verdi, una bocca perfetta, trucco leggero; sento il suo profumo da lontano, dolce, eccitante, e poi quella bellissima donna con l’apparecchio ai denti che la rendeva ancora più sexy;

(Lei) - Ciao ragazzo, buongiorno, sono disperata alla ricerca di un posto, devo visitare una paziente adesso in ospedale, la mia macchina entra qui?

(Io) - Certo che entra, angelo mio, vieni che ti aiuto a parcheggiare l’auto.

(Lei) - Ah ragazzo, non vuoi parcheggiarla tu? È che non sono molto brava.

E quel suo sorriso mi ha fatto impazzire, lì il Cafajeste era già eccitato da morire e non avevo ancora visto il corpo di quella principessa; le ho fatto l’occhiolino e le ho chiesto di scendere dall’auto, mora chiara, pantaloni neri di tela, ben aderenti quasi come dei leggings, una camicia bianca e dei seni medi, ma senza imbottitura si vedeva che erano ben sodi, tacchi alti, bellissima, l’ho guardata da capo a piedi, lei ovviamente se n’è accorta ma ho notato che era un po’ a disagio, allora ho parcheggiato la sua auto, lei ha preso il camice bianco, io ero molto eccitato e in pantaloni eleganti, immaginate il volume rsrs, lei ha dato un’occhiata discreta, io l’ho guardata negli occhi e le ho fatto quel sorriso malizioso, lei ha sorriso anche lei, ha preso la chiave dell’auto ed è andata via, tutta bona, quel culo delizioso, con quei pantaloni stretti e il tanga, che meraviglia, che goduria, sono andato in bagno e mi sono masturbato pensando a quella delizia.

Alle 17:00 la mora scendeva per la strada tutta sorridente con il camice in mano.

(Lei) - Ragazzo.

(Io) - Nick, puoi chiamarmi Nick, piacere.

(Lei) - Grazie mille Nick, davvero, non so nemmeno come ringraziarti.

(Io) - Quel tuo sorriso vale già come pagamento, non ho fatto niente di che, lo farei tutti i giorni per te, per quel sorriso bellissimo.

E le ho fatto l’occhiolino, ma stavolta non si è sentita in imbarazzo e ha detto;

(Lei) - Meno male, perché credo che verrò per un mese o più ad assistere alcuni clienti a quest’ora, la dottoressa che fa questo turno è in congedo e quindi vengo io al suo posto.

(Io) - Che meraviglia rsrs, allora se è vero terrò questo posto apposta per te tutti i giorni.

(Lei) - Allora puoi tenerlo perché è vero, ma gli orari a volte non saranno sempre gli stessi, se puoi tienimi libero questo posto, perché ho già capito che qui è difficile.

(Io) - Facciamo così, segnati il mio numero, e tutti i giorni prima di venire mi mandi un messaggio o mi chiami per avvisarmi, così ci teniamo in contatto, che ne dici?

(Lei) - Per me va bene, nessun problema, puoi darmelo.

Allora lei lo ha annotato e mi ha dato un colpetto, il mio cellulare ha squillato;

(Lei) - Questo è il mio numero, va bene.

(Io) - Manca solo che la dottoressa mi dica il nome rsrs

Lei allora ha sorriso;

(Lei) - Puoi chiamarmi Mel.

Ha sorriso ed è andata via lasciando il suo profumo delizioso nell’aria.

Una donna da leccarsi i baffi, mi ha stregato, mi sono messo in testa che sarebbe stata mia, ho preso il cellulare per salvare in rubrica il suo numero e ovviamente ho aggiornato WhatsApp, poi è comparsa la foto di quella mora bellissima e bona con il rossetto rosso. Ho pensato di mandarle un messaggio, ma sarebbe stato troppo invadente, però se non lo mandavo non sarei stato il Cafajeste;

Su WhatsApp;

(Io) - Ciao dottoressa Mel, scusa se sono invadente, ma devo ringraziarti per quel tuo sorriso bellissimo e il profumo delizioso che hai lasciato qui fino ad ora. Baci da Nick, e non dimenticare di avvisarmi domattina presto.

Lei ha letto ma non ha risposto, ho pensato di aver fatto una cazzata. Dopo quasi un’ora arriva un messaggio;

Su WhatsApp;

(Mel) - Ciaoo Nick, tranquillo, ti avviso io sì, e il tuo profumo buono che se non sbaglio è Malbec è rimasto impresso anche qui nella mia auto, spero che mio marito non salga su quest’auto oggi kkkkk..

Allora le ho mandato una faccina spaventata;

(Io) - Mamma mia, sei sposata? Scusami, non ho visto la fede al dito quindi ho pensato che non ci fossero problemi, ma scusa se ti ho mandato quel messaggio, angelo mio, volevo solo dirti che ho adorato il tuo profumo e il tuo sorriso rsrs. Baci

(Mel) - Tranquillo Nick, lui arriverà solo dopo mezzanotte, oggi è il giorno in cui gioca a calcio con gli amici e si dimentica della moglie, non porto la fede per una questione personale.

Beh, se ha risposto è perché mi ha lasciato uno spiraglio, se no avrebbe detto OK, perfetto, adesso bisogna solo continuare rsrs.

Sempre su WhatsApp...

(Io) - Bene, allora credo di aver guadagnato una nuova amica rsrs, e pure bella e profumata.

(Mel) - E tu hai notato la tua fede alla mano, tua moglie non si arrabbierà a scambiare messaggi con un’altra donna?

(Io) - Rilassati Mel, questo numero di cellulare lo uso solo per lavoro, a casa resta nella mia borsa spento con password e la sim custodita nel doppio fondo della borsa rsrs, quindi stai tranquilla.

(Mel) - Meno male.

E mi ha mandato un sorriso

(Io) - Bene Mel, sarò diretto e schietto con te: mi hai eccitato, stregato, con quel profumo e il tuo sorriso bellissimo, per non parlare dei pantaloni aderenti che portavi.

(Mel) - Cavolo, vai dritto al punto tu eh, però ho notato anch’io.

(Io) - Lo so che l’hai notato, per questo te lo sto dicendo, e adesso questa foto del profilo con quel rossetto rosso, sei una tentazione di donna, sono ancora eccitato.

(Mel) - Dimostralo.

Quando ha detto così sono impazzito, non pensavo sarebbe stato così facile, ma quando ha detto che il marito era andato a giocare a pallone e l’aveva lasciata sola a casa ho percepito la sua mancanza di attenzioni. Sono andato in bagno, ho fatto qualche foto a NickJR e gliele ho mandate;

(Io) - Guarda come mi hai ridotto, Mel, con il cazzo duro, dimmi per favore di che colore era il tanga che portavi oggi.

(Lei) - Mamma mia che foto deliziose, che cazzo buono, grosso, mi piace un sacco. Tanga? Come fai a sapere che ho il tanga?

(Io) - Sono un uomo, sfacciato, cane, Cafajeste, la prima cosa che ho guardato quando ti sei girata è stato quel culo delizioso, con i tacchi alti il tuo culo era ancora più bello, tutto rialzato.

Dopo quasi un’ora arrivano delle immagini, lei in tanga bianco davanti allo specchio, che donna è questa, che follia, che goduria, bona è poco per descriverla.

(Mel) - Sono così, faccio la doccia adesso bellezza tua, poi ci sentiamo OK.

(Io) - Mi finisci se mi mandi queste foto, ti dico solo una cosa: quando ti avrò tu ti pentirai di aver parcheggiato l’auto qui. Baci e buonanotte. Solo una domanda: quanti anni hai? Scusa la sfacciataggine rsrs.

(Mel) - Ma che dici, non farmi sembrare vecchia eh, ho 29 anni e tu, bebè?

(Io) - Mamma mia, bellissima, non sembra affatto, io ne ho 27.

(Mel) - Monello rsrs.

Il giorno dopo (sabato) mi manda un audio con una voce dolce e delicata;

(Mel) - Nick oggi arrivo più o meno verso mezzogiorno, va bene? Riesci a tenermi libero il posto?

(Io) - La tua voce è dolce come il tuo nome. Oggi è sabato, bella, non serve perché qui è tranquillo, visto che non c’è lezione puoi venire tranquilla.

(Mel) - Va bene allora, devo dirti una cosa.

(Io) - Dimmi.

(Mel) - A che ora esci da lì?

(Io) - Alle 19.

(Mel) - OK allora alle 19 passo di lì.

Xiii, lì ho capito che si era messo male il piede del pollo e la mora voleva già mollarmi. Sono andate le dodici, l’una, e niente, non si è vista, detto e fatto la mora è scappata, che merda. Alle 19, uscendo dal condominio già cambiato, vedo la sua auto parcheggiata davanti, lei abbassa il vetro e mi chiede di salire;

(Mel) - Ciao, tutto bene?

(Io) - Tutto sì, che è successo? Mi vuoi scaricare? Non serviva venire qui per questo, bella.

(Mel) - Scusami, ieri ho esagerato, ero stressata con mio marito, mi mancavano attenzioni, e ho finito per lasciarmi andare e non avremmo dovuto arrivare a quel punto, voglio che tu cancelli le foto per favore e scusa.

(Io) - È solo questo? Se è così stai tranquilla, cancello tutto ogni giorno.

(Lei) - Sì, voglio che tu mi capisca, ok.

(Io) - Posso almeno darti un bacio sul viso?

Lei annuisce con la testa, e io vado per baciarle il viso, ma quel profumo mi faceva impazzire, l’ho presa per i capelli e le ho baciato la bocca, lei si stacca e mi dà uno schiaffo in faccia;

(Io) - Scusa, ho perso il controllo, quel profumo mi strega.

Prima che lei aprisse bocca sono sceso dall’auto e ho chiuso la porta, ma ero sicuro che mi avrebbe cercato anche solo per farmi fuori kkkkkk. Detto e fatto, non passano nemmeno cinque minuti;

(Mel) - Tu, Cafajeste, sei matto? Sei impazzito? Che ti è preso?

(Io) - Primo, so che ti è piaciuto, secondo, lì accanto a te, chiuso in quell’auto, sentendo il tuo profumo, con quella tua bocca deliziosa, e che bocca eh, non c’era niente da fare, è valso la pena prendermi lo schiaffo e assaggiare quella tua bocca.

Lei non ha risposto e mi ha bloccato, lì era finita, ma almeno un bacio l’ho rubato e uno schiaffo l’ho preso kkkkkk.

È passato domenica, visto che era il mio giorno libero e sicuramente non sarebbe venuta neanche lei, non ho nemmeno acceso il cellulare. Lunedì, come tutti i giorni feriali sempre pieno di auto, ho pensato tra me e me che quella mora sarebbe passata ancora a cercare un posto, sono andato a tenere libero lo stesso posto, detto e fatto, è passata due volte per la strada cercando parcheggio ma non si è fermata lì, io sono andato a togliere il cono e ho lasciato il posto libero, alla terza volta è arrivata, si è fermata e non ha nemmeno chiesto aiuto, è scesa dall’auto con il suo camice in mano, stavolta con un paio di jeans molto stretti che le alzavano quel culo delizioso e una magliettina rossa, ed è andata via senza nemmeno voltarsi.

Ho lasciato un biglietto sul vetro della sua macchina proprio così;

(Io) - Almeno potevi ringraziare per il posto, no? Non fare la difficile, so che senti il sapore della mia bocca, e tu bella e profumata come sempre.

Lei compare verso le 18, prende il biglietto, lo legge ed entra in macchina.

(Mel) - Prima di tutto grazie mille per il posto, secondo ti credi il tale, eh, ti credi il figo, sei molto sfacciato, faccia tosta e Cafajeste, questo sì. Da domani metterò l’auto nel parcheggio dell’ospedale, stai tranquillo.

(Io) - Puoi insultarmi quanto vuoi, mi piace e mi fai innamorare ancora di più di te, lascerò questo posto qui tutti i giorni per te, e so che finirai per parcheggiare qui di nuovo, accetto volentieri un altro schiaffo per un tuo bacio delizioso.

Passa un po’ di tempo e noto che non è andata via da lì con la macchina, ma non ci do importanza, arriva il mio orario, entro, faccio la doccia ed esco, lei allora accende i fari, io comunque continuo a camminare, poi si avvicina, abbassa il vetro e dice;

(Mel) - Mi lasci a parlare da sola?

(Io) - Sei sicura che devo entrare in macchina?

(Mel) - Entra e basta.

Sono salito, ha alzato il vetro e prima che potessi aprire bocca l’ho tirata di nuovo per i capelli e l’ho baciata, ma stavolta cede e mi bacia tanto, e che bocca buona, le passo la mano sul corpo, sui seni, la tiro vicino all’orecchio tenendola per i capelli e le dico;

(Io) - Sapevo che non saresti riuscita a stare lontana da me, sei una delizia, che donna bona, questo profumo, questa bocca, questo culo, questo corpo mi fanno impazzire.

(Mel) - Sei proprio sfacciato, sei tu che mi hai afferrata, tu, Cafajeste, cane buonissimo.

E mi bacia, si siede sulle mie ginocchia, mi afferra i capelli e continua a baciarmi, mi morde l’orecchio, adesso sì che la maliziosa si è trasformata;

(Mel) - Aiaiaiai, fermiamoci, non possiamo farlo, siamo sposati, mio marito è a casa che mi aspetta oggi.

(Io) - Se vuoi basta dirlo e io scendo dall’auto, ma so che vuoi continuare, so che vuoi andare oltre e lo voglio anch’io, voglio tutto quel tuo corpo, voglio leccarti tutta, possederti tutta, voglio fotterti da dio.

(Mel) - Così mi ammazziiii, ah che delizia, sento questo cazzo buono qui sotto sul mio culo, peccato che ho i jeans, altrimenti mi sarei mossa da dio su questo tuo cazzo, cane.

(Io) - Basta togliere i pantaloni eh.

(Mel) - No, oggi no, mio marito è già a casa.

Allora si alza dalle mie ginocchia, vede il mio cazzo tutto duro, lo tocca e dice;

(Mel) - Ah che cazzo è questo, ragazzo.

Io le passo la mano in mezzo alle gambe e dico: e che figa è questa, mora, la afferro di nuovo, le apro i pantaloni e infilo il dito in quella fica già tutta bagnata;

(Io) - Mamma mia, che delizia, è calda, bagnata, deve essere una goduria hummmm

Tiro fuori il dito e me lo metto in bocca.

(Mel) - Aiiiii no, no, fermati, così non resisto, oggi no.

Lei di nuovo mi passa la mano sul cazzo, io lo tiro fuori dai pantaloni;

(Mel) - Sei matto, fermiamoci per favore, oggi no. Mamma mia che cazzo è questo, ragazzo.

Lei lo prende e comincia a succhiarlo da dio, che delizia, che bocca, che troia, nossaaa.

(Io) - Aiiii troia, sì, succhiami questo cazzo, adorooooo, bella, fammi venire da dio.

(Mel) - Che cazzo buono, che cazzoooo hummm delizia

Allora lei succhia, succhia;

(Io) - Sto per venire, sto per venire.

Lei toglie la bocca;

(Io) - Continua, hai cominciato adesso finisci, vai puttana, vai bella, sì, succhia questo cazzo hummmmmmmm delizia, cazzo che bocca, ahhhhh porca puttana delizia, sto venendo uiiii hummmm sì, ingoia tutto, sì, hummmm cazzoooo.

Lei ingoia tutto e mi guarda;

(Mel) - FDP, perché hai fatto questo, non ho mai lasciato che nessuno me lo facesse, nemmeno mio marito.

(Io) - Allora lui è un debole, deve essere pessimo a letto e basta. E tu ti abitui, perché con me farai tutto quello che non hai fatto con lui. Le ho baciato la bocca, ho chiuso i pantaloni ed sono sceso dall’auto.

Su WhatsApp...

(Io) - Ne voglio ancora domani, lo voglio tutti i giorni, fino all’ultimo giorno in cui starai in quell’ospedale.

(Mel) - Lo voglio anch’io, sei troppo buono, e il sapore della tua sborra è ancora nella mia bocca, FDP, e adesso dovrò comprare una caramella perché mio marito non sospetti.

(Io) - No, voglio che arrivi a casa così, e che quel cornuto senta quel sapore buono sulla tua bocca, e poi venerdì, che è il giorno in cui va alla partita con gli amici, voglio vederti con un vestito, o meglio un miniabito.

(Mel) - Sei matto, non può essere altro

E così è stato tutti i giorni fino ad arrivare a venerdì, io venivo nella sua boccuccia tutti i giorni, e tutti i giorni lei arrivava con il sapore di sborra in bocca. Ma venerdì non si è presentata con l’auto lì, mi è sembrato strano ma non le ho nemmeno mandato un messaggio, non sapevo se fosse con il cornuto, e passa tutta la giornata e lei non si fa vedere, ma era online su WhatsApp, finché;

Su WhatsApp;

(Mel) - Ti sono mancata, negro?

(Io) - Certo che mi sei mancata, ho persino pensato che avessi rinunciato.

(Lei) - Io rinunciare? A questo punto del campionato? Mai, quando stai per uscire avvisami.

Alle 19 la avviso, allora lei compare, io salgo in macchina, e vedo quella troia con un micro vestito rosso che lasciava vedere anche le mutandine rosse, non ce la faccio, non resisto, la tiro per i capelli, la bacio e subito infilo la mano in quella fica, che delizia era già bagnata, quasi le strappo quel vestito lì sul posto, le tolgo la cintura, le apro le gambe, le sposto le mutandine di lato e lì, davanti al mio lavoro, comincio a leccarle tutta quella fica fradicia;

(Mel) - Aiiii nossaaaa, che delizia, nemmeno devo chiedere se ti è piaciuto eh, cane tuo, stronzo tuo.

(Io) - Pazzesca, sei una donna d’oro, come fa quel cornuto a non soddisfarti, dimmi? Delizia di fica, hummmm profumata, bona e liscia.

(Mel) - Me la sono depilata tutta per te, immaginavo che ti piacesse così, perché anche tu sei tutto liscio.

(Io) - Se è profumata, può essere liscia o pelosa, la lecco, la mordo e la fotto allo stesso modo.

Lei mi guarda, si morde l’angolo della bocca;

(Mel) - E allora dove andiamo?

(Io) - Salta su questo sedile e lasciami guidare.

(Mel) - Andiamo in un motel?

(Io) - No, andiamo a fare una cosa che sono sicuro quel signorino non avrà mai fatto con te.

Allora prendo il volante e la porto in una strada qui vicino, strada buia che conoscevo già, non passava quasi nessuno, era tranquilla, piena di alberi, fermo l’auto;

(Io) - Scendi.

(Mel) - Sei matto? Che stai facendo?

(Io) - Dai, basta fare la preziosa, smettila di fare la cretina e scendi dalla macchina.

Scendo e vado ad aprirle la porta e lei scende. La porto davanti all’auto, la metto davanti al cofano di spalle a me, le alzo il vestito, le tolgo le mutandine e le metto in tasca dei pantaloni;

(Mel) - Sei matto, non c’è dubbio, qui in strada no, sei impazzito?

Senza dire nulla, comincio a leccarle la fica da dietro, era già tutta unta, lo diventa ancora di più, la faccio venire in bocca;

(Mel) - Aiiii cazzo, puttana mia, qui no per favore, ahhh deliziaaaaaa sto per venire, hummmmmm mamma mia che lingua deliziosa hummmmmm. Delizia.

(Io) - Adesso rispondimi. L’hai già fatto qualche volta, puttanella?

(Mel) - No, non l’ho mai fatto, in realtà da quando mi sono sposata non sono nemmeno mai andata in motel, hummmmmm

Mi tolgo i pantaloni, e resto solo in boxer bianchi, abbasso il boxer, infilo il mio cazzo nella sua fica, lei tiene entrambe le mani sull’auto, e io con una mano le tiro i capelli e con l’altra la tengo per la vita, e infilo tutto. Che fica, che eccitazione, che donna, era così bagnata che il mio cazzo è scivolato dentro di lei tutto intero;

(Io) - Aiiii cazzo, che fica buona da morire, hummmmmm troia, puttanella mia, era questo che ti serviva, un cazzo così nella tua fica buona, deliziosa. Hummmmmm

(Mel) - Ahh, ahh, porca puttana, che delizia, fottila, fottilo questo cazzo, mettilo tutto dentro, aiii cazzo che cazzo delizioso hummmmmm, mamma mia che buonooo hummm, dai, dai, così, così, così vengo di nuovo, tuo bastardo, tuo stronzo, Cafajeste. Che deliziaaaaaa, il mio macho buono uhhhhh

La martello lì dentro per cinque minuti, la faccio venire da dio fino a bagnarsi tutta;

(Mel) - Ahhhh porca puttana, cos’è, non sono mai venuta così, mamma mia mi sono bagnata tutta hummmm che mi stai facendo, eh. Andiamo via di qui, è troppo pericoloso, potrebbe arrivare qualcuno.

(Io) - Ti sto soddisfacendo completamente. No, voglio restare qui, scopiamo da dio qui, se arriva qualcuno che si fotta.

Poiché il cofano dell’auto era ancora caldo, apro il bagagliaio, mi siedo e le faccio sedere le spalle rivolte a me lì, e lei si siede da dio, che delizia;

(Io) - Delizia, ti piace il Cafajeste qui, vero? Hummmm delizia

(Mel) - Mi sta piacendo tantissimo, è troppo buono hummmmmm cazzo sei troppo buono.

Dopo un po’, col cofano dell’auto ormai freddo, la porto di nuovo lì;

(Io) - Vieni, adesso voglio il tuo culetto, posso?

(Mel) - No, il mio culetto no, l’ho dato solo due volte e nemmeno a mio marito, è stato al mio primo fidanzato.

(Io) - Me lo immaginavo già, ti ho detto che tuo marito è un mollaccione, ma ho anche capito che non sei vergine di culetto quando ti stavo leccando e ho infilato il ditino nel tuo culetto, hai gemuto e ti è piaciuto.

(Mel) - Sei proprio un bastardo, questo sì.

La metto ora sdraiata sul cofano, le alzo il vestito e le lecco quel culetto, lo sporco tutto, infilo un dito, due, lei accetta e geme, puttanella sfacciata, adora farsi il culetto ma il cornuto del marito nemmeno deve sapere che le piace, metto la punta del mio cazzo e comincio a spingere;

(Mel) - Ahi piano, il tuo cazzo è grosso, ahhh cazzo il mio culo, vai piano FDP, hummmmmm aiiiii.

Infilo tutto e le tappo la bocca, arriva persino a inarcare quel culo delizioso, continuo a entrare e uscire, entrare e uscire;

(Io) - Puttana sfacciata, è questo che ti piace, dare quel tuo culo delizioso, tutto stretto, che eccitazione, ti riempirò il culo di sborra e tornerai a casa così, tutta dolorante.

Lei comincia a muovere il culo freneticamente sul mio cazzo, le tolgo la mano dalla bocca e la fotto;

(Mel) - Vai, FDP, allora dimostra che sei un uomo e fottemi, infilalo nel mio culo, voglio cazzo, infilalo deliziaaa adoro farmi il culo, confesso che avevo paura che facesse male dopo quasi 10 anni senza darlo a nessuno. Ora che ci sei, vai, sbattimelo bene nel culo porca puttana, hummmmm che deliziaaa, aiii aiii ahhhhhhh CAZZOOOOO UIIIII, fa male ma è troppo buono, ahhhhh.

La tengo stretta per la vita, quando vedo una luce accesa in una casa, e qualcuno che tira la tenda per guardare, ma lei non se ne accorge, e io non ci faccio caso e continuo a fottere, le tiro i capelli e la riempio con forza fino a venire;

(Io) - Aiiii cazzo che culo buono, hummmmm, sto venendo in questo culetto delizioso, puttana. Aiiiiiii delizia, voglio che torni a casa così, con il culo pieno di sborra.

Tiro fuori il mio cazzo e tutto le cola lungo le gambe;

(Mel) - Mamma mia, aiii, mi hai finita, mamma mia che scopata deliziosa.

(Io) - Possiamo avere questo sempre, basta che tu mi obbedisca, puttanella tua.

(Mel) - Obbedirti come, cioè?

(Io) - Oggi tornerai a casa con il culetto pieno di sborra, il prossimo venerdì tornerai con la figa, voglio che tu lo trasformi in un cornino mansueto.

(Mel) - Sei matto, non può essere altro, kkkkkk. Però mi piace, ci sto, del resto abbiamo solo un mese per goderci.

(Io) - Esatto, solo un mese, dopo di che se vuoi dovrai fissare un giorno e un orario. (Mel) - AFF, te la tiri, troppo pieno di te.

(Io) - E a te piace, lo so.

Lei si toglie il vestito, si pulisce le gambe, e la persona alla finestra continua a guardare.

(Mel) - Dov’è la mia mutandina? Devo tornare a casa con i pantaloni, no.

(Io) - Pantaloni e senza mutandina, perché questa è mia.

(Mel) - Basta, smettila di fare il matto, ridammela.

(Io) - No, andiamo.

Allora si mette i pantaloni senza mutandine, e ce ne andiamo, lei mi lascia alla metro, ma prima che scenda le do ancora dei baci, e noto che i suoi pantaloni erano bagnati;

(Mel) - FDP, voglio vederti arrivare a casa così, aiaiai e adesso.

(Io) - Arrangiati e fai attenzione, bella.

Scendo dall’auto e me ne vado.

Il sabato è arrivata in leggings, è scesa dall’auto e mi ha fatto l’occhiolino, poi è andata ondeggiando, ha preso e tirato su i leggings, si vedeva quel tanga rosa su quel culo delizioso.

Su WhatsApp...

(Io) - Oggi vuoi restare senza mutandine di nuovo, vero?

(Mel) - Mai più, sei matto, l’ho fatto solo per provocarti, ieri sono arrivata a casa e il cornuto non era ancora lì, sono andata a farmi la doccia, lui è arrivato tutto sudato ed è entrato in doccia con me, ha visto i miei jeans bagnati e mi ha chiesto cos’era, gli ho detto che era l’eccitazione che avevo per lui. Kkkkkk

Il cornuto mi ha preso da dietro, ha detto che la mia fica era diversa, più buona, più bagnata del normale, è venuto in fretta il poveretto, siamo andati a letto e si è addormentato.

(Io) - Hummmm che delizia, adoro questo, e allora ci diamo dei baci oggi?

(Mel) - Oggi solo qualche bacio, perché il cornino sarà già a casa ad aspettare.

(Io) - Ad aspettare la mogliettina puttana con la sborra in bocca, e venerdì nella fighina, adoroooo.

(Mel) - Tu, bastardo, mi stai facendo impazzire per te, non dovrebbe succedere.

(Io) - Non dirmelo nemmeno, non dovrebbe succedere davvero eh, qui è solo un’avventura kkkkk

(Mel) - Lo so bene, bastardo tuo. Figo.

Baci e a più tardi.

E niente gente, siamo andati avanti così per un mese intero, dal lunedì al sabato, e il venerdì, avendo più tempo, ci godevamo di più. Questo è stato il ritorno del Cafajeste, vi è piaciuto? Rsrs io l’ho adorato.

Scusate per gli errori, scrivo tutto il testo dal cellulare e a volte possono esserci errori per colpa del correttore.

Beh, è tutto, aspettiamo le prossime avventure.

Chi vuole scrivermi

srcafajeste.sp@gmail.com baci e abbracci.

Commenti

Ci sono 5 commenti.

Da Comecu il 2016-07-26 13:39:54

Mi piacerebbe mangiare la sua fica e il suo culino, succhiarle i seni e darle il mio cazzo da succhiare, e verrei in bocca per farle ingoiare il “latte”. C’è qualche donna interessata? Contattami: ccomecu80@gmail.com Mandami foto dei suoi seni, della fica e del suo culino.

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Da dotadosafado il 2016-03-12 16:38:18

Adoro una donna spregiudicata a cui piace essere davvero scopata, anche se a volte non ha il coraggio di dire altro—muore dal desiderio. Dopo alcune esperienze ho iniziato a piacermi tantissimo fantasticare su una donna spregiudicata, o vederla mettersi in mostra, e perfino aiutarla a perdere la timidezza e a mostrare tutto il desiderio e le voglie represse. Chissà—aiutandola a conoscere questi desideri… e quella voglia… WhatsApp (1, nove, nove, otto, nove, due, due, quattro, uno, quattro, otto).

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Da Bem Amado il 2015-08-18 13:03:05

Racconto delizioso con un contenuto che lascia chiunque duro. Congratulazioni.

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Da bom de cama 1978 il 2015-07-27 12:04:41

buono

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Da Superdigao il 2015-07-22 13:38:45

Congratulazioni! Hahaha

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