Apprendimento con la sorda evangelica
Pubblicato il 27.10.2015 e tradotto il 14.07.2026 Conto · Hetero di brandon 22 min di letturaNon avevo mai avuto prima quell’esperienza che sto per raccontarvi.
Ho già avuto scopate spettacolari con donne più giovani e più vecchie, cugine, sconosciute, amiche, ma questa mi ha segnato in un modo interessante.
Tutto è cominciato quando ho perso una scommessa con mia madre, che è molto religiosa, e così ho dovuto andare in chiesa con lei a seguire un culto.
Nulla contro la religione, ma non sono mai stato molto devoto alla chiesa, fino a quel giorno….
Quando sono entrato in chiesa l’ho trovata persino interessante, tante donne arrapanti, e alcune con gonne aderenti sul corpo; confesso che avrei voluto avere l’occasione di scoparne qualcuna, ma insomma, veniamo al punto.
Sono entrato e mi sono seduto su una sedia, quando vedo entrare dalla porta una donna che all’inizio non mi sembrò niente di speciale, era molto sexy, lo confesso, Patricia è il suo nome, ma i fedeli e gli amici della chiesa la soprannominarono Paty, una donna di 45 anni, alta più o meno 1,60, bianca, capelli lisci neri, fino a metà schiena, seni enormi e rotondi, che meloni abbondanti che ha, enormi, sodi e tondi, un culo discreto - io in particolare preferisco un bel culo pieno e grande - ma lei ha comunque un culo niente male, cosce piene e un bacino ottimo per una bella presa da dietro.
Ciò che mi colpì di più e aumentò il mio eccitamento fu il fatto che fosse sorda, sì, sorda.
Mi sembrò strano come fosse finita lì in chiesa, visto che non fanno traduzione in LIS, ma eccola lì. All’inizio stetti attento, prima per i suoi seni enormi - ricordo che indossava una blusa rosa e una gonna nera fino al ginocchio - secondo per cercare di capire come facesse a seguire quel rituale religioso.
Notai che, pur non sentendo, capiva perfettamente le persone intorno a lei, leggendo le labbra.
La trovai interessante, durante il culto la guardavo sempre, finché lei se ne accorse: la prima volta i nostri sguardi si incrociarono e non ci fece caso, la seconda credo notò che la fissavo di continuo e iniziò a guardarmi a sua volta, non con malizia o interesse, ma per curiosità, perché ero nuovo lì e penso non capisse perché la osservassi sempre.
Quando finalmente il culto finì, le persone si alzarono, alcuni mi salutarono, altri parlavano, e i miei occhi erano sempre su di lei, ma dopo qualche minuto se ne andò; sulla via di casa, come se niente fosse, chiesi a mia madre della Paty, usai la sordità come scusa, e seppi che è single, è nata udente, ma a 5 anni ebbe una malattia e divenne sorda, frequenta la chiesa da molti anni, non si è mai sposata, ha avuto un ragazzo in passato, ma non si è mai sposata, vive da sola, i genitori sono lontani, è venuta a San Paolo per studiare la LIS, le è piaciuto e si è fermata.
Vive a pochi isolati dalla chiesa, in una stanza in affitto sul retro della casa di una signora anziana.
Durante la settimana cercai su internet la lingua dei segni, cosa non fa il desiderio di una bella scopata…
E imparai alcuni segni, e al culto successivo eccomi lì a cercare un modo per parlarle; quando feci i primi segni lei rispose, credendo che conoscessi la lingua, poi notò che non sapevo bene la LIS e smise di darmi attenzione, mi voltò le spalle e andò a parlare con altre amiche, mi incazzai, perché ha un’aria arrogante e orgogliosa, trasmette indipendenza e superiorità, il che mi fece venire ancora più voglia di scoparmi quella donna, solo per dispetto.
Farò un salto in avanti nella storia, perché in questo giochetto passarono mesi di culti, conversazioni, ecc. ecc… fino a quando non ero nel suo letto a scoparla con voglia.
In sintesi, durante quei mesi mi avvicinai prima con l’intento di imparare la LIS, finché mesi dopo la convinsi a darmi lezioni.
All’inizio ci incontravamo in una pasticceria vicino a casa sua, ci sedevamo e la conversazione andava avanti per un’ora, un’ora e mezza, ma il vantaggio era che non dovevo più andare al culto per vederla.
Lei era sempre in gonna, bluse senza scollatura, capelli raccolti, occhiali; tutto questo aumentava il mio desiderio per lei, ma non mi diede mai alcun segnale. Adoravo quando arrivava con gonne più strette, perché riuscivo a vedere il segno delle mutandine su quel culo che desideravo tanto; a volte era un perizoma, a volte mutandine più grandi, ma sempre deliziose…
In un giorno di caldo prese un gelato, e senza volerlo le colò sulla blusa, sopra il seno; con la massima calma del mondo si palpò sotto il seno per sorreggerlo e con l’altra mano pulì il gelato. Sembra una sciocchezza, ma vederla fare così fu eccitante, perché si afferrò con voglia quel seno pieno e grande per pulirsi, facendomi impazzire.
A volte, mentre mi insegnava un segno, mi prendeva le mani e diventava un po’ rossa, ma sempre con quell’aria di superiorità e arroganza.
Un bel giorno, quando arrivò in pasticceria non aveva portato i fogli della materia da studiare, e andammo a casa sua; io già pensavo a una bella scopata in mille posizioni diverse.
Entrammo, parlammo per qualche minuto con la padrona di casa, e andammo in fondo al cortile, dove c’era la sua stanza, una stanza grande, con bagno e una piccola cucina, ma molto ordinata e profumata.
Entrai e mi sedetti su una sedia vicino al letto, parlammo, e facemmo la lezione lì stesso.
Chiesi di andare in bagno, e quando chiusi la porta vidi il suo baby-doll appeso dietro la porta, bianco con dei piccoli orsetti marroni e rosa disegnati; lo presi per sentirne l’odore, profumato, eccitante, che profumo delizioso ha questa donna, mamma mia… mi si rizzò il cazzo all’istante; da quel giorno si combinarono le lezioni a casa sua, sempre con la porta aperta, io mi sedevo su una sedia e lei sul bordo del letto.
Ogni volta che stavo arrivando a casa sua, le mandavo un sms e lei mi apriva la porta.
Un giorno le mandai un sms e niente… entrai dal cortile, la padrona di casa sembrava non esserci; andai sul retro e mi trovai davanti la visione del paradiso, la Paty era fuori, ancora in baby-doll, di spalle mentre stendeva i panni; quasi caddi all’indietro, con quel baby-doll bianco, strettissimo sul corpo, sulle punte dei piedi a stendere i vestiti, senza mutandine, con i pantaloncini infilati in quel culo delizioso, i pantaloncini corti e tirati su, così si vedeva l’inizio di quel bel culo che desideravo tanto; si metteva sulle punte e il culo si alzava ancora di più, quando abbassava i talloni a terra il culo le faceva un piccolo tremolio per l’impatto, era una visione indimenticabile, quelle cosce grosse lì in mostra e la maglia sollevata; quando si voltò ci prendemmo uno spavento, lei perché mi vide lì, e io perché vidi quei tette deliziose, con la maglia esplosa dalla stretta, i seni erano davvero pieni e rotondi, con il segno dei capezzoli sulla stoffa sottile e sexy; allora mi ripresi e dissi che le avevo mandato un sms, lei disse scherzando che non aveva “sentito” suonare, la salutai con due bacini e sentii il profumo naturale dei suoi capelli e della sua pelle, che donna sensuale; e quando entrammo le passai leggermente la mano sul culo, feci finta che fosse accidentale, non riuscii a resistere, lei non disse nulla.
Ero fuori di me, mi sedetti sulla sedia di fronte al letto e lei indossò la vestaglia; all’improvviso salì a quattro zampe sul letto per prendere il notebook che stava sul comodino dall’altro lato, a ogni movimento la vestaglia le entrava nel culo, facendo segnare i pantaloncini; per poco non le saltai addosso, ma mi uscì un: Aaah, delizia! perché sapevo che non mi avrebbe sentito.
Si sedette di fronte a me, ma notò che ero nervoso.
Ero pronto a esplodere, quasi scoppiando di voglia, le palle mi facevano male e il cazzo pulsava…
E lei lì in vestaglia, profumata, capelli sciolti, finché mi prese la mano per correggere un segno che sbagliai apposta, le afferrai la mano e rischiai; a quel punto mandai tutto a fanculo e avanzai per baciarla, all’inizio scostò la testa all’indietro, ma fui più veloce e arrivai prima sulla sua bocca, ci scambiammo un lungo bacio a labbra chiuse, lei si alzò con il suo solito aria arrogante, era davvero arrabbiata, o fece finta di esserlo, mi disse che avevo confuso le cose e che non avrebbe dovuto portarmi lì a casa sua, che era stato tutto un errore e mi chiese di andarmene; in quel momento mi vergognai e mi diressi verso la porta, ma mi fermai, lei era dietro di me, mi voltai, le afferrai la vita e le diedi un bacio di forza, all’inizio emise dei suoni con la bocca e cercò di spingermi via, ma poi si rilassò e ci baciammo, che bocca calda e morbida, molto lentamente le mie mani iniziarono a scendere fino al culo e cominciai ad accarezzarlo piano, quando non sentii alcun rifiuto lo strinsi e afferrai quel culo che desideravo tanto, riempii le mani in quel culo delizioso, sentendo il segno dei pantaloncini, allora lei scostò la testa e mi guardò per qualche secondo, mi tirò verso il letto e andò alla porta, guardò verso la casa di fronte, chiuse a chiave la porta, mi sorrise, corse e saltò addosso facendomi cadere sul letto, era diversa, sembrava un’altra persona, quella donna riservata e arrogante aveva lasciato il posto a una donna focosa e senza freni.
Afferrai il suo culo e mi girai sopra di lei, mentre succhiavo la sua lingua e lei la mia, alzai le mani e palpai quei meloni che desideravo così tanto, eravamo in piena combustione, gemevamo, lei mi afferrava i capelli, mi mordeva la bocca, le slacciai la vestaglia, lei si sedette senza staccare le bocche e se la tolse, io all’istante mi alzai e le tolsi la blusa, guardai per alcuni secondi quei seni enormi, duri, sodi, morbidi, sembrava di contemplare un paesaggio perfetto, dopo mesi finalmente sarebbero stati miei e ci andai con la bocca, lei era calda, in fiamme, mi sdraiai sopra di lei e mi consolai in quei seni, li massaggiai mentre li mordevo, succhiai i capezzoli, leccai molto lentamente, baciai persino la parte sotto dei seni e salii leccando fino ai capezzoli duri, lei mi accarezzava i capelli e gemeva, mi tolsi la maglietta e infilai la bocca in mezzo ai seni e con le mani strinsi ai lati, scesi baciando e leccando il suo ventre, lei iniziò a ridere e a tirarmi i capelli, finché arrivai dove volevo, mi inginocchiai a terra e infilai la faccia in mezzo alle gambe, lei lasciò uscire un gemito alto, succhiai sopra il pantaloncino, mentre lo rendevo tutto bagnato, mi tolsi i pantaloni insieme alle mutande, scarpe da ginnastica e calze, palpai i seni, allora lei alzò i fianchi per farmi togliere il pantaloncino, che coniglietta deliziosa, stretta, depilata e profumata, era fradicia di voglia, aprì le gambe e allora divorai pianissimo la sua fica, era fradicia e calda, passai la lingua dal perineo fino al clitoride e con le dita la massaggiai sotto mentre la mia lingua ci giocava, abbassai la lingua passando per la fica e il perineo fino al buchino del culo, notai che le piaceva, perché i sottili peli biondi delle cosce le si rizzarono, leccai il buchino del culo e le mie dita massaggiavano il clitoride, lei emise un gemito lungo e delizioso da sentire, quando vidi che cominciava a gemere più intensamente mi concentrai a succhiare il clitoride e infilai due dita molto lentamente nella fica, e iniziai il vai e vieni, sentii la sua fica contrarsi sulle mie dita, aprì di più le gambe, mi afferrò i capelli, i gemiti si intensificarono e allora venne, venne come una puttana in calore, gemette forte e a lungo, a ogni gemito sollevava il bacino facendo entrare la mia bocca ancora di più nel clitoride e le mie dita più a fondo nella fica.
Appena finì l’orgasmo, alzai la testa, lei rise nel vedere la mia faccia tutta sporca, mi pulì con le mani e mi tirò il corpo verso di sé; siccome era tutta bagnatina, risalii baciandole il ventre e i seni, posizionai il cazzo all’ingresso e rimasi qualche secondo a “pennellarlo”, bagnando bene la punta con il suo liquido vaginale, quando fu ben lubrificato dal suo liquido caldo lo posizionai all’ingresso e penetrai, molto lentamente e in una sola spinta il mio cazzo entrò finché le palle toccarono il buchino del culo, lei chiuse gli occhi con forza, serrò i denti e gettò la testa all’indietro, era così calda e strettissima che il cazzo mi fece perfino un po’ male entrando, che fica deliziosa, rimasi fermo per qualche secondo, baciando e succhiando la sua lingua, e poco a poco iniziai il vai e vieni, lei gemeva nel mio orecchio, quando sentii che si era già abituata cominciai a intensificare, afferrai il suo culo e la penetrai con voglia fino in fondo, sentivo le mie palle urtare contro il buchino del culo, tiravo fuori quasi tutto e rientravo di nuovo, a ogni spinta forte lei gemeva, tutta quell’arroganza era sparita, era domata, appoggiai i gomiti sul letto e cominciai a scoparla forte e veloce, i suoi gemiti ora erano singhiozzi, mi piantò le unghie nella schiena e mi abbracciò la vita con le gambe, sentii la sua fica schiacciare il mio cazzo, stava venendo di nuovo, gemeva, ondeggiava i fianchi e serrava i denti, viene in un modo eccitante e intenso, vederla così abbandonata fu la realizzazione dei desideri che avevo per lei. Cominciai a sentire che stavo per venire, ma non ero pazzo da finire così; quando si calmò dopo l’orgasmo tirai fuori il cazzo molto lentamente e scesi da sopra di lei, mi sdraiai sul letto, non dovetti nemmeno dire nulla, lei saltò improvvisamente sopra di me, posizionò il mio cazzo all’ingresso della fica e si sedette molto lentamente, quando lo inghiottì del tutto gemette e roteò gli occhi gettando la testa all’indietro, afferrai il suo culo delizioso e cominciai a scopare dal basso verso l’alto, era spettacolare vedere quei seni gustosi tremare con le spinte, allargai ancora di più le gambe per affondare ancora più a fondo in quella fica, lei gemeva e roteava gli occhi, quando mi stancavo di scopare dal basso verso l’alto cominciava a cavalcare, sembrava un’amazzone esperta, metteva le mani sul mio torace e muoveva solo i fianchi, in quel momento dominò un po’, era sopra, con la sua fica che succhiava il mio cazzo, e mi guardava negli occhi con tutta la sicurezza in ciò che stava facendo; le mie mani percorrevano tutto il suo corpo, le accarezzavo il viso, le massaggiavo i seni, scendevo lungo la vita, afferravo il culo, scendevo lungo le gambe e le massaggiavo i piedi; le piacque, sorrise e fece cenno di sì con la testa, mentre il mio cazzo invadeva con voglia la sua deliziosa fica io le massaggiavo i piedi e i polpacci, allora mi sedetti per poter succhiare quei seni deliziosi, con una mano cominciai a palparle i seni e lentamente portai le dita verso la sua bocca, mentre la scopavo dal basso verso l’alto, una mano stringeva forte il culo e due dita erano nella sua bocca, lei le succhiava con gusto, quando furono ben bagnate scesi e cominciai a giocare con il suo buchino del culo, lentamente massaggiai il buchino del culo e, baciandole la bocca, infilai un dito molto lentamente, lei cominciò a gemere e sorridere allo stesso tempo, facendo una faccia da troia, quando il mio dito era già tutto nel buchino del culo infilai il secondo, allora disse: aaah, due?! tenendomi il viso e mordicchiandomi la bocca, con la faccina da puttanella, il mio cazzo piantato nella fica, lei ondeggiava con le mie dita nel buchino del culo, il mio cazzo sentiva la sua fica deliziosa, ero finalmente nel letto di questa donna che desideravo tanto, ancora un po’ e sarei venuto freneticamente in quella fica strettina e calda. Eravamo sudati e ansimanti, quando all’improvviso sentii bussare alla porta, a quel punto mi fermai, la guardai spaventato, lei, col fiato corto e il viso incollato al mio, mi chiese: che c’è, perché ti sei fermato? mordicchiandomi la bocca; dissi che avevano bussato alla porta, fece una faccia stupita, poi bussarono di nuovo, dissi: hanno bussato un’altra volta. Allontanò il viso e con le mani chiese: sicuro, alla mia porta? Dissi di sì, era ansimante e sudata, voltò il collo verso la porta, i suoi seni si muovevano in modo delizioso, guardai in basso e vidi la sua fica con il mio cazzo tutto dentro, e poi vedemmo qualcuno agitare le mani davanti al vetro della porta, e sentimmo bussare di nuovo, la situazione era questa: noi sudati e ansimanti, il mio cazzo piantato dentro di lei, due dita mie nel suo buchino del culo e i nostri corpi incollati. allora batté con entrambe le mani sul mio torace e disse: merda, chi è adesso?! mi guardò per alcuni secondi con faccia arrabbiata, poi mi tolse le mani di dosso, scese da sopra di me, io non ci credevo, si mise la vestaglia, mi chiese di andare in bagno, io andai e lei aprì la porta, era la vicina, che aveva bisogno di lei per fare non so cosa, che rompipalle. Venne fino al bagno con la faccia furiosa, mi disse di aspettarla che avrebbe dovuto uscire urgentemente, rimasi lì a guardarla sbalordito, le dissi di mandare via la vecchia e continuare, l’afferrai in bagno e cominciai a baciarle il collo, ma lei non voleva che la donna capisse che aveva qualcuno in casa, tanto meno che stava scopando, mi spinse via, si vestì, mi diede un bacio e se ne andò, dicendo di aspettarla, perché non aveva ancora finito la questione con me, rimasi incazzato, ero quasi venuto.
Approfittai, feci una bella doccia e mi sdraiai sul letto; siccome non tornava finii per addormentarmi, mi svegliai con lei che apriva la porta, ma finsi di dormire, chiuse la porta a chiave piano piano, si tolse i vestiti ed entrò nel letto, cominciò a baciarmi, mi baciò il viso, il collo, e scese mordicchiando e leccando il mio corpo, adesso era il mio turno di avere la ricompensa, e che bocca morbida, quando arrivò al mio cazzo non fece tante storie e lo prese in bocca, la mia ragazza raramente me lo succhiava, e solo con molta insistenza e pure male, ora ero lì, sdraiato, con una figa gustosissima a quattro zampe sul letto che succhiava il mio cazzo e mi guardava negli occhi per valutare la sua performance, piantai le mani nei suoi capelli morbidi e lisci, poi, dopo che fu fradicio di saliva, continuò a baciarmi scendendo, mi aprì le gambe e cominciò a leccarmi il perineo, che sensazione incredibile, mentre mi segava, il suo naso si sfregava sul mio sacco e la sua lingua percorreva il mio perineo e il mio culo, all’inizio mi sembrò strano, ma poi fu incredibile, il momento migliore fu quando si prese le mie palle in bocca, fu un misto di dolore e piacere, aveva la bocca piena, e continuava sempre a segarmi, chiusi gli occhi e mi limitai ad assaporare quella pompata incredibile, all’improvviso salì sopra di me e mi cavalcò di nuovo, era già bagnata e calda dentro, mi piantò i seni in faccia e cavalcò come una puttana, questa volta era più aggressiva, ma io volevo provarla in modi diversi, come avevo pensato, e mi girai sopra di lei, scesi, ruotai il suo corpo e la misi a quattro zampe e infilai la faccia nel suo culo, lei affondò il viso nel cuscino e gemette forte, leccai tutta quella fica, baciavo e mordevo il suo culo, passavo la lingua dal clitoride fino al buchino del culo, quando fu tutta impiastricciata di saliva mi alzai, presi il mio cazzo e cominciai a dargli colpetti sul suo culo, passando la punta molto lentamente sull’ingresso della fica e del buchino del culo, bagnandolo tutto di saliva e liquido vaginale, poi penetrai, invasi di nuovo quella fica calda, lei gemette forte nel cuscino. Ho sempre trovato eccitante insultare la partner durante il sesso, ma alla mia ragazza non piaceva, diceva che era poco delicato, era molto riservata, ma ora ero lì con una sorda, anche se non le fosse piaciuto non avrebbe sentito, così cominciai: ti piace, puttanella mia, ti piace prenderlo in culo in quella fica?! Ti scopo come una puttana di strada, ah, mia vacca, che fica gustosa, ti sfondo tutta, resterai tutta arrostita. E cominciai a scopare forte, il suo culo tremava tutto per l’impatto del mio bacino, a ogni spinta lei gemeva e i suoi capelli ondeggiavano, allora aprì di più le gambe. - questo, mia puttana, apriti tutta, lascia che il tuo uomo si mangi questa fica con voglia, mia puttanella gustosa, lasciami scoparti con voglia, me la darai sempre che vorrò io, mia puttana. Cominciò a ondeggiare e a tremare i fianchi, la vidi afferrare le lenzuola e la sentii gemere più forte. - stai venendo, mia vacca? Eh?! Stai venendo sulla verga del tuo uomo?! E intensificai, tremò tutta, la sua fica si strinse e venne da dio, con la faccia affondata nel cuscino, che delizia vederla da dietro mentre veniva, a ogni spinta il suo culo tremava tutto per l’impatto e io sentivo il rumore mescolato al suo gemito e al mio; se la vicina fosse venuta a quest’ora avrebbe sentito tutto, perché eravamo in piena combustione, poi si fermò, era totalmente passiva, tirai fuori il cazzo, e tornai a infilare la faccia nel suo culo, ma questa volta mi concentrai sul buchino del culo, leccai e massaggiai; con lei ancora a quattro zampe, dopo che fu ben bagnatino, la misi di lato, mi sdraiai dietro di lei, le alzai una gamba e puntai il mio cazzo all’ingresso di quel buchino delizioso, pensai che avrebbe resistito, ma era passiva e ansimante, cominciai a baciarle il collo, passai il braccio sotto la sua vita e afferrai quei seni deliziosi, e con l’altra mano guidai il mio cazzo, e molto lentamente invasi, che delizia sentire il mio cazzo invadere quel buchino, il suono delle pelli bagnate che si sfregavano, lasciai entrare il cazzo molto piano, quando fu tutto dentro, cominciai a spingere molto lentamente e aumentai poco a poco; dopo qualche minuto aumentai le spinte, allora lei passò un braccio sopra la testa e mi afferrò i capelli, serrando i denti e gemendo.
La scopavo senza pietà ormai, le appoggiai la gamba sulla mia, con una mano le massaggiai i seni, e con l’altra infilai 3 dita nella fica, lei gemeva forte e con gusto tenendomi le mani sulla fica, ero quasi sul punto di venire anch’io, sentii che tremava tutta, intensificai la masturbazione su di lei, e all’improvviso la voltai sopra di me. La visione era questa: io mezzo sdraiato sul letto - avevo la schiena sui cuscini - lei sopra di me di spalle, con tre dita dentro la fica e il cazzo piantato nel buchino del culo, lei si sdraiò e si girò un po’ di lato, le afferrai la vita, abbassai la testa e succhiai uno dei seni, lei con un braccio intorno al mio collo mi sfregava i capelli e gemeva, era una visione deliziosa, ondeggiava e il mio cazzo andava e veniva, io succhiavo i capezzoli, massaggiando la sua vita e con l’altra mano infilavo tre dita nella fica, lei gemeva da morire, quando mi stancavo di spingere dal basso verso l’alto lei ondeggiava con il mio cazzo piantato e le mie palle che sfregavano sul suo perineo, allora cominciai a sentire un brivido percorrermi le gambe e il sacco, intensificai le spinte, lei cominciò a stringere le mie dita e a tremare tutta gemendo, poi esplodemmo in un orgasmo delizioso nello stesso momento, lei stringendo le mie dita, serrando i denti e afferrandomi i capelli, e io nel suo buchino del culo caldo, lo riempii di seme, nel momento del mio orgasmo le morsi il seno, e lei gridò, fu una goduta intensa, venni tutto dentro il buchino del culo, a ogni getto di sperma spingevo ancora di più, non volevo perdere nulla di quel momento; quando finii di venire eravamo esausti, sudati e ansimanti, rimasi ancora un po’ dentro di lei, lei ora mi accarezzava i capelli e io baciavo il punto del seno dove avevo morso, restò il segno dei miei denti, ma poi disse che le era piaciuto, tirai fuori il cazzo lentamente sentendolo uscire, lei scese da sopra di me, con il buchino del culo che colava sperma sopra il lenzuolo, eravamo soddisfatti, lei si sdraiò sul mio petto e la abbracciai, restammo in silenzio a guardare il soffitto, riposando un po’, lei si addormentò tranquilla e consolata, più o meno due ore dopo la svegliai molto piano accarezzandole e baciandole il viso, andammo a farci la doccia insieme, non facemmo nulla, eravamo esausti, anche se sotto la doccia mi eccitai, lei mi lavò solo il cazzo, ma quando cercai di scoparla di nuovo sotto la doccia mi interruppe e uscì, rimasi ancora qualche minuto, non sapevo come sarebbe andata da lì in poi, io avevo una ragazza, lei viveva da sola in una stanza, così arrivammo alla conclusione che dovevamo smettere con le lezioni.
Confesso che avevo voglia di continuare la nostra avventura, ma lei decise di no, perché era meglio così, ma dopo quel giorno la convinsi ancora e ci incontrammo altre volte per placare la nostalgia, con tanto di pompini e anale, finché trovai lavoro in un’altra città e finì per sempre il nostro gioco.
Ma è stata un’esperienza indimenticabile e bollente, scoparmi una sordinella arrapante.